Durante il Cinquecento si registrarono notevoli passi avanti nelle conoscenze fisiologiche grazie ad osservazioni dirette sui rapporti tra la struttura degli organi e le principali funzioni.
Andrea Vesalio (Bruxelles, 1514 - Zante, 1564), medico e anatomista fiammingo, è considerato il fondatore dell'anatomia moderna. Egli ritenne necessaria una riscrittura della descrizione del corpo umano e delle sue parti, realizzando tutto ciò mediante l'introduzione della dissezione dei cadaveri, l'attività pratica dei chirurghi sui feriti di guerra e la critica delle fonti del sapere antico.

Sulla scia del De Anima (trattato del IV sec. a.C. che descrive il funzionamento e le facoltà o funzioni dell'anima) di Aristotele (Stagira, 384-83 a. C. - Calcide, 322 a. C.), durante il periodo medioevale furono elaborate teorie sulla natura dell'anima, considerata come il "principio motore e vitale" del corpo, suddivisa in facoltà (o virtutes), capacità di compiere funzioni. Si potevano identificare:

Nel libro Principi di Neuroscienze il premio Nobel Eric Kandel afferma: "Il compito delle neuroscienze è di spiegare il comportamento in termini di attività del cervello. Come può il cervello dirigere i suoi milioni di singole cellule nervose per produrre un comportamento, e come possono essere queste cellule influenzate dall'ambiente? L'ultima frontiera della scienza della mente, la sua ultima sfida, è capire le basi biologiche della coscienza, ed i processi mentali attraverso cui noi percepiamo, agiamo, impariamo e ricordiamo".

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