La promozione del benessere nelle persone con disabilità

Spesso chi vive una situazione di disabilità riesce a trovare le risorse per superare le difficoltà, ma questo è molto più difficile per chi è attorno, bloccato da rabbia e senso di colpa.

Il 2019 è l'anno in cui la figura dello Psicologo compie 30 anni!
L’anniversario della regolamentazione della professione psicologica in Italia è stata celebrata dal CNOP (Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi) giovedì 20 giugno a Roma con il Convegno "1989-2019 Psicologo: un professionista moderno al servizio del Paese". Il Centro per la Memoria di Bolzano ha partecipato all'incontro con grande interesse e coinvolgimento.
"Un evento dedicato al trentennale della regolamentazione della professione psicologica, non solo per celebrare ma per fare il punto sul percorso fatto, sul presente e sulle prospettive. Alla luce delle significative novità di questi ultimi anni, del cammino scientifico, dei bisogni vecchi e nuovi, del ruolo sociale del nostro lavoro, delle criticità da superare. Uno Psicologo sempre più al centro dell'attenzione, con nuove sfide, nuove responsabilità, nuove opportunità, per una professione che vuole essere autorevole e moderna, collaborare con le sue competenze allo sviluppo del Paese, al benessere e alla salute dei suoi cittadini", ha detto il Presidente del CNOP, Fulvio Giardina.
Tra i numerosi interventi, segnaliamo ai nostri lettori quello della Dott.ssa Katia Caravello, Psicologa e Psicoterapeuta, Componente Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. L’intervento si è concentrato sull’importanza della promozione del benessere nelle persone con disabilità, lavorando sia a livello individuale, in modo che la persona accetti la propria condizione, sia sul self-empowerment e sull’autostima. Sebbene tutto questo sia necessario, non è sufficiente per garantire il benessere delle persone con disabilità in quanto la loro condizione è fortemente influenzata dal contesto in cui vivono e dalla famiglia. Spesso, ha affermato la dott.ssa Caravello, chi vive una situazione di disabilità riesce a trovare le risorse per superare le difficoltà, ma questo è molto più difficile per chi è attorno, bloccato da rabbia e senso di colpa. Da parte della famiglia, e soprattutto dei genitori, si possono sviluppare atteggiamenti iperprotettivi o, nel senso opposto, di negazione verso la disabilità del figlio, ponendo obiettivi irraggiungibili, con conseguente sentimento di frustrazione. Risulta importante lavorare sull’ambiente che circonda la persona con disabilità per permettere di promuovere il pieno ben d'essere (come espressione di esistenza) della persona stessa.

Dott.ssa Alessia Picerno, 'Sapienza' Università di Roma - Facoltà di Medicina e Psicologia


Responsabile: Dott. Nicola Palumbo P. Iva: 03007960218 via Dr. Streiter 17 39100 Bolzano (BZ)

Free Joomla! templates by AgeThemes | Documentation