Pronto Soccorso Psicologico

Il progetto è stato messo in piedi in poche ore visto il carattere di emergenza e nasce a favore dell'utenza (genitori, bambini, insegnanti) dell'Istituto Comprensivo Bolzano I, avendo come obiettivo la salute dei bambini e per dare un segnale importante che la scuola non si ferma.

È pensato come spazio dove è possibile confrontarsi via telefono con gli psicologi su come gestire le emozioni (paura, rabbia, tristezza) che in questi giorni stiamo provando.
È uno spazio "a distanza" ma "pratico, operativo", dove poter ricevere strategie e tecniche di fronteggiamento. Ai genitori vengono inoltre forniti consigli sul se e come spiegare ai bambini ciò che stiamo vivendo. Lo sportello psicologico "a distanza" vuole essere una "finestra sul futuro", un "ponte socio-relazionale" tra la consueta quotidianità vissuta fino a qualche settimana fa e il momento in cui ritorneremo a scuola.

Cosa faccio durante il Pronto soccorso psicologico "a distanza"?
Nel Servizio telefonico cerco anzitutto di fare una pulizia di linguaggio, aiutando a differenziare le numerose news che si rincorrono sui media. Mi ha chiamato una mamma dicendomi che non esce da giorni, si è trincerata in casa. Qualcuna teme di restare senza pane. Una mamma non riusciva nemmeno a parlare dall'ansia: via telefono, ho dato suggerimenti concreti di tecniche di rilassamento e di respirazione diaframmatica.

I problemi posti dai genitori?
1. Elementi di chiarezza sulle numerose notizie che si affollano sui media. Il mio intervento vuole aiutare a differenziare quanto vi è di vero ed efficace rispetto alle chiacchiere inutili. È necessario in questo momento avere la consapevolezza che il Governo, le Istituzioni, la Sanità nazionale e locale stanno facendo tutto quanto è in loro potere.
2. Comportamenti necessari da adottare. Qualche mamma mi ha chiamato esprimendo la preoccupazione di restare senza pane. Le ho detto, quando vengono questi pensieri negativi, di andare al panificio più vicino, rispettare le dovute distanze, comprare il pane e rientrare a casa. Consiglio sempre di porre attenzione alla gestione concreta della quotidianità.
3. Cosa dire o non dire ai bimbi. In primis, evitare di esporli alla visione dei mille programmi televisivi di informazione; poi dipende anche dall'età del bambino e dal grado di ansia della mamma. Ad una mamma con un grado di ansia importante ho riferito di non dire nulla al bambino. È importante che il "contenitore genitoriale" sia sufficientemente razionale in questi momenti.
4. La gestione del tempo. Evitare che il bambino sia a letto fino a mezzogiorno e col pigiama giri per casa durante tutta la giornata. È importante mantenere un senso di struttura nei bambini in merito al rapporto con la scuola. Diversamente quando torneremo a scuola, perché ci torneremo e presto, sarà il vero problema! Ci si alza, ci si prende cura di se stessi, si fanno i compiti di mattina, si pranza insieme, si può guardare un film in famiglia, godersi un po' di musica insieme, una piacevole lettura. Ho inviato alle mamme dei link dove poter scaricare tanto materiale "free" (favole, libri, attività rilassanti). La scuola continua: non va mai dimenticato! Anzi, non si è mai fermata! Questo periodo fornisce a noi grandi la possibilità di una grande palestra di flessibilità cognitiva.
5. Qualche breve passeggiata all'aria aperta coi nostri bimbi? Nella nostra terra non mancano luoghi dove poter godere di aria rigenerante nel rispetto della normativa sulle distanze. Può contribuire a stancarli! I bambini si devono stancare.

Consigli pratici e tecniche operative
Questo è un periodo in cui si susseguono emozioni diverse: ansia, catastrofizzazione, visione negativa. Queste emozioni nel "qui e ora" non ci aiutano. Bisogna essere attaccati alla razionalità e ai problemi concreti.
Le numerose fantasie che si susseguono dentro di noi non sono altro che spostamento verso sensazioni e rimurginio. Le emozioni che proviamo vanno accolte, contestualizzate. Viviamo in giorni in cui dobbiamo accettare di "navigare a vista" con la consapevolezza che ci possono passare per la mente paura, tristezza, rabbia, emozioni negative. Vanno adottati comportamenti prudenziali, seguiti con scrupolo i dettami sanitari nazionali. Dobbiamo metterci in una posizione di fiducia nelle Istituzioni, che stanno facendo tutto il possibile in una situazione di emergenza.
Le emozioni negative vanno messe al servizio di un comportamento responsabile e cauto. Abbiamo la necessità di un comportamento gentile e socialmente generoso.

Quotidiano Alto Adige del 12 marzo 2020

Responsabile: Dott. Nicola Palumbo P. Iva: 03007960218 via Dr. Streiter 17 39100 Bolzano (BZ)

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