Galeno e la descrizione del sistema nervoso (I)

Il medico e filosofo Galeno (Pergamo, 129 o 130 - Pergamo o Roma, 199 o 201), riprendendo e sviluppando le ricerche condotte nel III sec. a.C dagli alessandrini Erofilo (Calcedonia, 335 a.C. - Alessandria d'Egitto, 280 a.C.) ed Erasistrato (Ceo in Grecia, 304 a.C. - Anatolia, 250 a.C.) aveva fornito una buona descrizione dell'anatomia del sistema nervoso:

aveva separato il cervello dal cervelletto e dal midollo spinale; aveva mostrato che il cervello contiene tre cavità (o ventricoli), una anteriore divisa in due, una mediana e una posteriore; aveva confermato la scoperta alessandrina della distinzione tra nervi e vasi sanguigni (i primi hanno la loro origine nel cervello e nel midollo spinale, i secondi nel cuore e nel fegato); aveva fornito una descrizione e una classificazione dei nervi cranici e spinali; aveva pure distinto i nervi motori dai nervi sensoriali, sostenendo che i primi fanno capo al cervelletto e i secondi al cervello; aveva osservato e descritto la catena del sistema nervoso simpatico; aveva ripreso e utilizzato la nozione di 'pneuma psichico', considerato come una sostanza sottilissima, di natura imprecisata, immagazzinata nei ventricoli e circolante nei nervi sensoriali; aveva descritto, come parte importante del cervello, una struttura formata da un fitto intreccio di sottili vasi sanguigni, posta alla base del cranio e chiamata 'rete mirabile'.
Galeno aveva supposto che lo 'pneuma vitale', prodotto nel ventricolo sinistro del cuore e portato con il sangue attraverso le arterie in tutte le parti del corpo, giungesse nella rete mirabile, dove si trasformava in 'pneuma psichico' e si raccoglieva nei ventricoli cerebrali. Da qui si distribuiva poi in tutti i nervi sensoriali, considerati molli e vuoti, divenendo il mezzo con cui gli stimoli dal mondo esterno giungevano al cervello.

Il medico di Pergamo aveva ripreso, con alcune correzioni, la tripartizione platonica dell'anima sviluppata nel Timeo (Dialogo di Platone, forse l’ultimo pubblicato dal filosofo, scritto nel 360 a.C.) e aveva collocato la parte razionale nel cervello, la parte emotiva nel cuore, la parte nutritiva nel fegato. In tal modo si era discostato dalla dottrina aristotelica, che aveva posto l'anima e le sue facoltà (vegetativa, sensitiva e intellettiva) nel cuore e aveva assegnato al cervello il ruolo di provvedere al raffreddamento delle passioni.
Galeno, privo di dati precisi, non aveva situato specifiche facoltà intellettive nell'encefalo, ma aveva genericamente considerato il cervello come sede della parte razionale dell'anima e si era preoccupato di elaborare un modello di funzionamento delle strutture nervose. Aveva attribuito importanza ai ventricoli, ma non alle circonvoluzioni cerebrali. Gli emisferi erano stati trascurati e messi da parte; e questa loro posizione marginale, malgrado gli sforzi del medico britannico Thomas Willis (Wiltshire, 1621 - Londra, 1675) per riabilitarli, durerà fino agli inizi del 1800, quando saranno riportati in primo piano dalla frenologia, una dottrina elaborata dal medico Franz Joseph Gall (Tiefenbronn, Baden, 1758 - Montrouge, Parigi 1828) secondo la quale tutte le funzioni psichiche avrebbero una definita localizzazione cerebrale.

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