Il modello ventricolare (II)

Sulla scia del De Anima (trattato del IV sec. a.C. che descrive il funzionamento e le facoltà o funzioni dell'anima) di Aristotele (Stagira, 384-83 a. C. - Calcide, 322 a. C.), durante il periodo medioevale furono elaborate teorie sulla natura dell'anima, considerata come il "principio motore e vitale" del corpo, suddivisa in facoltà (o virtutes), capacità di compiere funzioni. Si potevano identificare:

- un'anima vegetativa, che guida i processi organici (respirazione, digestione, circolazione sanguigna);
- un'anima sensitiva, che regola le funzioni sensoriali (vista, udito, gusto, olfatto e tatto);
- un'anima intellettiva (razionale), che rende possibili i processi mentali.
Per il filosofo di Stagira l'anima era l'essenza del vivente, le facoltà erano forme accidentali, vale a dire la capacità di compiere certe funzioni.
Gli studiosi medioevali si posero i seguenti problemi: identificare le sedi delle facoltà motoria, sensitiva e intellettiva; localizzare nel cervello le facoltà superiori dell'anima; determinare da quali strutture del sistema nervoso dipendono il controllo del movimento volontario, la ricezione delle sensazioni, l'elaborazione dei processi cognitivi (immaginazione, ragione, memoria).
Venne data risposta a tali quesiti con le dottrine ventricolari, secondo le quali le facoltà superiori dell'anima avevano sede nei ventricoli cerebrali, considerati di forma sferica.
Inizialmente proposte nel IV e V secolo dai Padri della Chiesa Nemesio (vescovo di Emesa in Siria) e Sant'Agostino (Tagaste, 354 – Ippona, 430), furono rielaborate dal filosofo e medico musulmano Avicenna (Bukhara, 980 - Hamadan, 1037) e dalla cultura dell'Alto Medioevo.
Uno tra i modelli ventricolari affermava che:
- nella parte anteriore del I ventricolo (corrispondente agli attuali ventricoli laterali o I e II ventricolo) una virtus sensitiva permette che si provino le sensazioni; gli stimoli sensoriali dagli organi di senso arrivano in questa sede tramite i nervi;
- la parte posteriore del I ventricolo (corrispondente all'attuale III ventricolo) trasforma le sensazioni in immagini;
- il II ventricolo (o ventricolo mediano) è sede della ragione e del giudizio (ratio o intellectus), che nell'ottica del Medioevo era il luogo di sintesi delle sensazioni;
- il III ventricolo o ventricolo posteriore (l'odierno IV ventricolo) è sia sede della memoria, che punto di partenza degli ordini per i movimenti volontari.
Per compiere le funzioni motorie e sensoriali, l'anima si servirebbe degli "spiriti animali", considerati da Alberto Magno "primo strumento dell'anima" (o organon).
Molte varianti alla modellistica ventricolare furono proposte, ma l'impianto teorico rimase pressoché immutato fino agli inizi del XVI secolo.
Il sistema ventricolare inizialmente statico assunse una connotazione dinamica: le sensazioni che si formano nel I ventricolo diventano immagini, sono manipolate in ragionamenti nel II ventricolo, immagazzinate come memoria nel III ventricolo, da qui possono partire i comandi per la contrazione muscolare e la risposta motoria.
Questa concezione della dinamica ventricolare venne espressa in un celebre disegno del monaco certosino Gregor Reisch (Balingen, 1467 - Friburgo in Brisgovia, 1525), contenuto nel suo compendio di grammatica, scienza e filosofia Margarita philosophica (1503), scritto in forma dialogica; una enciclopedia delle arti liberali ispirata all'aristotelismo interpretato secondo i canoni dell'agostinismo medievale.

 

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