Vesalio e l'anatomia moderna (III)

Durante il Cinquecento si registrarono notevoli passi avanti nelle conoscenze fisiologiche grazie ad osservazioni dirette sui rapporti tra la struttura degli organi e le principali funzioni.
Andrea Vesalio (Bruxelles, 1514 - Zante, 1564), medico e anatomista fiammingo, è considerato il fondatore dell'anatomia moderna. Egli ritenne necessaria una riscrittura della descrizione del corpo umano e delle sue parti, realizzando tutto ciò mediante l'introduzione della dissezione dei cadaveri, l'attività pratica dei chirurghi sui feriti di guerra e la critica delle fonti del sapere antico.


Il suo trattato De Humani Corporis Fabrica venne stampato per la prima volta a Basilea nel 1543 ed è un fondamento della medicina, della storia della scienza e della tipografia.
Per la prima volta vennero messe in discussione molte affermazioni di Galeno. Se il medico di Pergamo aveva redatto scritti anatomici a partire dalla vivisezione di animali e sporadiche osservazioni compiute sul corpo umano, Vesalio lo descrisse a partire dalla pratica diretta della dissezione dei cadaveri, sezionando di persona i corpi durante le sue lezioni e invitando gli allievi a fare lo stesso, perché efficace per la pratica medica. Le lezioni anatomiche dell'Autore si basavano sull'esame di cadaveri umani,  praticato dallo scienziato e non più affidato ai barbieri, privi di qualsiasi conoscenza in campo medico.
Dal punto di vista tipografico, dopo ottant'anni dall'invenzione dei caratteri mobili, Vesalio intuì il potere della stampa come mezzo di comunicazione e divulgazione delle sue scoperte. L'utilizzo di illustrazioni come aiuto visivo, il collegamento fra testo e illustrazioni, la scomposizione in più libri, il suo ritratto ed il frontespizio contribuiscono a valorizzare l'opera e a renderla innovativa.
Ognuno dei sette libri della Fabrica si occupa di argomenti specifici. L’ordine degli argomenti trattati nell’opera fu deciso da Vesalio seguendo i criteri di Galeno, secondo cui è necessario descrivere prima i muscoli, poi le vene, le arterie e in seguito gli organi interni.
Il primo libro è dedicato alle ossa e alle articolazioni, che Vesalio reputava dover essere conosciute per prime dagli studiosi perché sostengono e legano le altre parti del corpo.
Il secondo tratta dei muscoli in modo approfondito.
Il terzo affronta il sistema arterio-venoso.
Nel quarto vengono presi in considerazione il midollo spinale e il sistema nervoso periferico.
Il quinto si occupa del tubo digerente, dell’apparato urogenitale e degli organi riproduttivi. Il sesto è dedicato al cuore e ai polmoni.
Nel settimo libro sono rappresentati e descritti gli organi di senso e il cervello, la cui descrizione risulta essere particolarmente accurata, considerando lo stato dell’arte del tempo. Vesalio distingueva tra sostanza bianca e sostanza grigia e individuava alcune strutture allora sconosciute come il nucleo caudato, il corpo calloso, il setto pellucido, i seni venosi e i talami ottici. Nonostante i suoi studi fossero così avanzati in quest’ambito, egli stesso dichiarava di non essere in grado di capire in che modo il cervello espleti le sue funzioni.
Vesalio studiò con dedizione l’anatomia dell’occhio, riconoscendo il muscolo orbicolare delle palpebre. Nell’ambito degli studi sulla vista affermò che questa non può avere come organo principale il cristallino, una sorta di lente di ingrandimento posizionata al centro dell’occhio, suddivisibile a sua volta in coroide,  sclera e  retina; quest’ultima sarebbe costituita dalla stessa sostanza del nervo ottico e dunque si tratterebbe di un vero e proprio prolungamento del cervello.

Vesalio mentre mostra tendini e muscoli dell'avambraccio e della mano. La concezione vesaliana dell'anatomia è raffigurata da questa illustrazione tratta dal De Humani Corporis Fabrica. La conoscenza del corpo umano deriva dalla dissezione eseguita in prima persona dall’anatomista. I risultati dell’osservazione vengono poi comunicati attraverso la parola, come testimoniano il foglio e gli strumenti di scrittura raffigurati sul tavolino.

 

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